Cambio ora e consumi energetici

L'ora legale ha permesso un risparmio di 1 miliardo e 720 milioni di euro - Studio geometra Mancuso Firenze

 Dal 2004 al 2020, l’ora legale ha permesso ridurre i consumi energetici di circa 10 miliardi di kilowattora. Un risparmio di un miliardo e 720 milioni di euro.

Domenica 28 marzo torna l’ora legale, forse per l’ultima volta. Le lancette degli orologi si sposteranno di un’ora in avanti.

Il nuovo orario proseguirà per i prossimi sette mesi, fino a domenica 31 ottobre, quando è previsto il ripristino dell’ora solare, riportando le lancette indietro di un’ora.

Nel 2018, il Parlamento Europeo aveva approvato una risoluzione che prevede l’abolizione dell’obbligo per i Paesi membri di passare dall’ora solare a quella legale e viceversa due volte all’anno.

Ora la palla passa ai 27 Stati membri dell’Unione Europea. Ognuno dei quali ha tempo fino a fine aprile di quest’anno per decidere se abolire per sempre l’ora legale o quella solare.

Nel frattempo si è continuato a studiare la rete di trasmissione elettrica nazionale; è stato calcolato l’impatto positivo dell’ora legale per il sistema energetico italiano dal punto di vista elettrico, ambientale ed economico negli ultimi 16 anni.

 

Il risparmio del 2020

La società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale ha rilevato che nel 2020 i benefici dell’ora legale hanno determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh.

Tanto quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie.

L’operatore della Rete Elettrica Nazionale sottolinea anche che i valori rilevati l’anno scorso sono stati fortemente influenzati dalla complessiva riduzione dei consumi energetici dovuta alla chiusura delle attività per effetto dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

 

Il risparmio dal 2004 al 2020

Per quanto riguarda, invece, il periodo che va dal 2004 al 2020, sempre la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale ha rilevato che il minor consumo di elettricità per l’Italia dovuto all’ora legale è stato di circa 10 miliardi di kilowattora.

Questo ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di un miliardo e 720 milioni di euro negli ultimi 16 anni.

In particolare, nel periodo di utilizzo dell’ora legale, i mesi che segnano il maggior risparmio energetico sono aprile e ottobre.

Spostando in avanti le lancette di un’ora, infatti, si ritarda l’uso della luce artificiale; e questo in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

Nei mesi estivi, invece, l’effetto “ritardo” nell’accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate.

Quindi lo spostamento in avanti delle lancette fa registrare valori meno evidenti in termini di risparmio elettrico nei mesi centrali.

(fonte teknoring)