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Chi è l’umarell e perché tutti ne parlano

Chi è l’umarell e perché tutti ne parlano

Posa un po’ curva, braccia consorte dietro la schiena e una certa età. Sapete di cosa stiamo parlando?

Indizio: Fabio Concato ha dedicato loro una canzone.

L’umarell è l’anziano che guarda i cantieri – e, talvolta, interviene anche per dare consigli.

Se ne parla, oggi più che mai, perché lo Zanichelli ha definitivamente inserito la parola fra le pagine del suo dizionario – così, un termine cliccatissimo online (l’hashtag colleziona su Instagram circa 20mila post) oggi si ritaglia uno spazietto anche su carta, conquistando una dignità linguistica che cercava da anni. La definizione ufficiale?

Eccola: “Pensionato che si aggira, per lo più con le mani dietro la schiena, presso i cantieri di lavoro, controllando, facendo domande, dando suggerimenti o criticando le attività che vi si svolgono”.

Chiamiamolo “movimento” e diciamo pure che sia nato a Bologna. Dal dialetto all’italiano, la traduzione letterale della parola umarell è “ometto”; in effetti, la postura un poco china abbassa la stazza da uomo grande a uomo piccolo. Così il termine si riempie di un senso anche visivo.

Oggi nel mondo, persino a San Francisco come si vede da alcuni post sui social network, tutti sanno cosa sia l’umarell e tutti sanno che il suo affacciarsi con aria curiosa elevi in qualche modo la reputazione degli scavi edili.

In soli 15 anni, la terminologia viene inserita sul vocabolario Zanichelli; e grazie a una canzone di Fabio Concato uscita nel maggio 2020 viene a far parte della musica, che paragona gli sguardi solitari dietro alle finestre in lockdown a quelli bislacchi dietro le griglie dei cantieri.

A Bologna, città natia del termine, c’è addirittura un angolo intitolato Piazzetta degli Umarells. Si incastra fuori dalle mura, fra via Libia e via Scipioni Dal Ferro.

Il brand Superstuff ha realizzato (ormai tre anni or sono) un soprammobile pensato per le scrivanie degli studi professionali; un anziano in miniatura che osserva cantieri digitali sui computer.

In realtà, con un po’ di immaginazione, un cantiere digitale è anche una tabella di Excel che prende forma. O un testo di un autore che riempie una pagina Word; ma bisogna ammettere che lo sguardo della statuetta puntato su una tavola da disegno potrebbe stimolare (con piacere) la sua completa realizzazione.

Andrea Mancuso recentemente durante un confronto con la collega arch. Elena Rosai, riflette, che a Firenze con i cantieri della tramvia, hanno un duro lavoro ed anche, nei tempi della pandemia quando qualche cantiere è sospeso, non sottovalutateli sono sicuramente ad informarsi delle detrazioni del 110% argomentazione della quale non posso farsi trovare impreparati!

…gli umarell hanno dato ai cantieri un’aria decisamente interessante, geometri, architetti, ingegneri, ditte edili non fanno più orecchie da mercante perché gli umarell ne sanno tantissimo!!!

 

(fonte elledecor)